Emozioni ad un evento... è arrivato il momento tanto atteso a Schio, per qualche centinaio di fans della P.F.M., la giornata comincia presto verso le 8,30 con i primi furgoni e camion che scaricano apparecchiature e cavi necessari per allestire il concerto della band milanese. Verso le 10 si comincia a intravvedere la sagoma del palco, i tecnici addetti all’ audio e alle luci lavorano velocemente, ed intanto si affacciano alle porte di servizio i primi curiosi, cominciano a fare domande per sapere se la P.F.M. è già arrivata e quando inizieranno le prove. L’aria che si respira è davvero magica in virtù della presenza di un gruppo storico che a Schio se lo sognavano da parecchio tempo! Il pomeriggio prosegue con il solito viavai di gente che varia dai sedici anni ai sessanta, sì avete capito bene: tre generazioni per vedere un unico spettacolo, già questo stà a significare che ci troviamo davanti ad un gruppo carismatico e di alto livello. Il tempo non è clemente fa molto freddo e pioviggina, ma chi se ne frega, bastano le locandine del concerto a scaldare gli animi e gli incontri ravvicinati dei sedicenni che aspettano fuori tra una sigaretta e l’altra. Tutti gli addetti lavorano in perfetta sintonia per la preparazione dell’evento, il lavoro procede senza intoppi, sarà il risultato dell’efficienza, all’ora dell’apertura puntuale dei botteghini, si nota un afflusso moderato senza spintoni e urla, con la consapevolezza di tutti, di avere un posto con un ottima visuale per assaporare la musica e la sua bella coreografia. Più tardi arriva altro pubblico a riempire la sala ed il tempo trascorre velocemente tra una chiacchierata e l’altra. È bello, veramente bello vedere nonne con i nipoti, ragazzini spavaldi in gruppo e coppie tenersi per mano teneramente come trent’anni fa. Ormai sono le 21.00 e l’adrenalina è alta, il pubblico diventa impaziente, adesso basta, li vogliono sul palco subito, così dopo 3 minuti, il Palacampagnola diventa quasi buio, le luci si abbassano e sulla scaletta che porta al palco, si intravvedono i lunghi capelli di Franco Mussida accompagnato da uno scatenato Franz Cioccio, la sua bandana spicca in fronte, ma lui con sarcasmo autoironico si giustifica, che quello è un trucco per nascondere un incidente avuto cozzando contro una porta dura! Un lunghissimo applauso conferma l’idillio assoluto del gruppo con il suo pubblico, sono tutti di una simpatia e professionalità disarmante, e Schio ringrazia incitandoli a cominciare con la musica... Già la folla è in visibilio e loro cosa fanno? Partono in quarta subito, intonando le note di Bocca di Rosa. Uno spettacolo unico con l’adrenalina che sale al cielo, un grandissimo Franz di Cioccio, un Mussida concentratissimo, accompagnato da un grande Tagliavini alle tastiere, uno scatenato Beppe alla batteria, e poi, al violino si sono portati il genio di Lucio Fabbri, grande talento e compositore, tutto questo a completare la band c’è il mitico Patrick Dijvas, perno fondamentale e grande cultore della musica, il mattatore Franz, senza esagerare, lo incita chiamandolo “Il Maestro”. La prima parte prosegue sulle note delle canzoni di De Andrè ed è veramente un susseguirsi di emozioni con La Ballata di Piero, Giudice e Andrea, il pubblico è in visibilio, ho davanti a me dei ragazzi giovanissimi che non hanno seguito la carriera della P.F.M., ma sono felici di essere qui, applaudono e gridano e cantano. La band milanese capisce che il pubblico è estasiato, Franz e Franco sono due istrioni e capitani di lungo corso, così dopo aver intonato i brani della Buona Novella, come l’Infanzia di Maria, il Falegname, vanno giù di brutto con Zicchiritaggia in perfetto dialetto sardo e con la memorabile canzone di Marinella. Una vera e propria carrellata di suoni e parole conosciute e care, il Palacampagnola si infiamma di una partecipazione che parte dal cuore e Franz Di Cioccio ne è l’artefice. L’istrione Di Cioccio fa di tutto, canta, balla, si dimena, incita, per poi sradicare il suo batterista e prenderne il posto, lui è il mago e stratega, è veramente il padrone del palcoscenico, con la band sta dando tutto l’impegno possibile, ed il suo pubblico ricambia con continui applausi ritmati apprezzando gli artisti. La prima parte si conclude, ma non c’è intervallo o sipario che si chiude, si riprende subito con un sound fantastico, un effetto di luci colorate, non c’è una sbavatura e resti incollato alla poltrona. Vengono eseguiti i brani del loro repertorio e poi Mussida ironicamente si scusa con il pubblico per aver “scordato” nella prima parte un pezzo di De Andrè, e sulle note del ben noto Pescatore, il pubblico torna a scaldarsi sognando sull’interpretazione fantastica ed inimitabile, a qualcuno dei presenti scappa la lacrimuccia, tant’è il coinvolgimento o forse i ricordi belli riaffiorano alla memoria... L’atmosfera è incandescente, c’è da spellarsi le dita con i continui applausi, cominciano una serie di assoli, tra i quali spiccano quelli del maestro Lucio Fabbri al violino, supportato da un grande Patrick Dijvas; Tagliavini e Beppe fanno il resto rispettivamente alle tastiere e batteria, il vero eroe della serata è Franz Di Cioccio, quando dopo aver usato l’asta del microfono come incitamento al pubblico si scatena alla batteria in un assolo degno di una grande star, ora il palcoscenico ed il pubblico è un tutt’uno emozionale. Alla fine i 5 moschettieri salutano gli spettatori e abbandonando il palco, l’attesa dura 40 secondi perché tornano, e il buon Di Cioccio afferma che la terra a febbraio o settembre ha lo stesso odore e che le gocce di rugiada le si possono trovare anche nelle mattine milanesi a settembre! Lascia l’incarico al grande Franco Mussida di esibirsi davanti al pubblico di Schio nel loro pezzo più famoso per antonomasia: Impressioni di Settembre, parte una gioia immensa, il coro uniforme è perfetto, come il suono della chitarra di Mussida e la voce sale... sale sopra il cielo di Schio, carico di nuvole e gocce di pioggia, ma ci vorrà ben altro a farci dimenticare questa serata meravigliosa, è stato un sabato sera unico, come lo sono stati loro, i “nostri “della P.F.M.! Un grazie particolare alla Scoppio Spettacoli, al Comune di Schio e, se permettete, al mio giornale Via Vai onnipresente alle manifestazioni importanti. Con affetto ai lettori. |